La fontana di Sikelgaita
(detta di Santo Marco)
Dopo un’annosa vicenda di continui rimaneggiamenti, si presenta come un parallelepipedo incassato nella collinetta sovrastante. Del nucleo originario si conservano solo il camminamento e parte delle decorazioni scultorie.La struttura compresa tra la vasca e la trabeazione realizzata in pietra da taglio proveniente dalle cave di San Lucido è invece di fattura cinquecentesca. Nella facciata sono incorporate cinque paraste sul modello classico dell’ordine dorico, articolate con la trabeazione. Al di sopra delle paraste centrali si protendono beffarde tre cariatidi a seno nudo, di evidente significato allegorico:
nella prima, a sinistra, la tradizione popolare ravvisa Sikelgaita, moglie in seconde nozze di Roberto il Guiscardo;
nella parte destra della trabeazione in simmetrica corrispondenza con Sikelgaita è posta la Smorfiosa, comunemente identificata con Alberada (prima moglie del duca normanno), icasticamente effigiata in un gesto apotropaico;
la scultura centrale, detta la Virtù, è databile alla fine del ‘600.