• MUSEO CIVICO "MARIO MORELLI"     Indietro

MUSEO CIVICO "MARIO MORELLI"
 
Il Museo è nato nell'anno 1997 per espressa volontà dell'amministrazione Comunale di San Marco Argentano –sindaco Giulio Serra– che ha ricevuto in dono, attraverso la mediazione del cav. Mario Scarpelli, un consistente numero di dipinti del prof. Mario Morelli.
Per sistemare degnamente la donazione (135 dipinti di autori e qualità diversi e alcuni strumenti musicali) sono state allestite le sale espositive al piano terra dell'antico convento di Santa Chiara (1628), oggi Palazzo Comunale.
Attualmente le sale sono così disposte:
  • "Salone d'onore", dedicato a Guido Reni. Vi sono esposti la "Signora con visone", di scuola francese, opera pittorica di notevole qualità, tre dipinti riferibili alla scuola napoletana: una "Battaglia", un "Paesaggio Fiammingo", un "Vaso con rose", più dipinti di "natura morta all'antica" e la classica "Salomè", attribuita a Guido Reni
  • "Sala dedicata alla pittura romana del Novecento", dove spiccano un disegno di Carlo Levi e uno di Cassinari, tre dipinti di Fantuzzi e uno di Mario Russo
  • "Corridoio Foyer" con sezione dedicata alla "medaglia d'Arte"
  • "Sala dei Pittori Calabresi" con una raccolta di artisti calabresi del Novecento
  • "Sala Mario Morelli" dedicata ai cimeli del prof. Mario Morelli con una serie di dipinti a soggetto musicale cari al donatore
  • Eduardo Bruno


    Attribuito a GUIDO RENI (1575 – 1642) Salomè
    Allievo di Ludovico Carracci, Guido Reni si forma presso l'Accademia bolognese degli "Incamminati", fondata nel 1585. Nel 1602 si trasferisce a Roma al seguito di Annibale Carracci ed ivi studia Raffaello e gli antichi. Il soggiorno romano, all'aprirsi del secolo, lo porta a svincolarsi via via dalla lezione naturalistica dei Carracci, per privilegiare un aspetto più idealizzante di un supremo classicismo (vedasi l'affresco dell'Aurora nel Casino Rospigliosi di Roma). Il Reni, influenzato dalla pittura del Caravaggio, ebbe un atteggiamento di "perenne ricerca espressiva" che lo porterà nell'ultima fase della sua vita a uno sfaldamento della forma compatta del colore. Il dipinto di "Salomè con la testa del Battista" del Museo Morelli di San Marco Argentano –attribuito al Reni– si potrebbe inserire nel suo percorso artistico di ricerca sperimentale, tra il naturalismo carraccesco ed un supremo e decantato classicismo elaborato a Roma nella prima decade del "600, quando il pittore è appena sfiorato dalla rivelazione del Caravaggio. La sua lunga elaborazione pittorica lo porterà a realizzare il penetrante ritratto della madre, gli stucchevoli "Ecce Homo" e infine nel 1640 la drammatica "Salomè" di Chicago dove la testa del Battista è del tutto simile a quella del nostro museo.

    Dagnan Bouveret (1852 – 1927) – Signora con visone
    Allievo di Alexander Cabanel e di Leon Gérôme è considerato uno dei maggiori esponenti del realismo francese.
    La donna dall'aspetto fiero, ritratta seduta su una poltrona in legno di ciliegio con braccioli a voluta e un alto schienale in stoffa damascata, veste con eleganza e sobrietà, quasi del tutto priva di gioielli; solo sulle mormide e curate mani si distinguono due anelli d'oro con pietre preziose. La posa "naturale", che tradisce la presenza del pittore, rientra nella tipologia del "ritratto borghese". Ammantata con un soprabito di velluto con pelliccia di visone, lascia vedere un prezioso vestito color crema in pizzo sangallo e merletti che ingentiliscono le affusolate mani. L'ambiente non è descritto; l'unico elemento spaziale è dato dalla poltrona dipinta in diagonale, così che la posa ravvicinata della donna taglia le gambe dal campo visivo e mette lo spettatore a diretto contatto della nobildonna. Il dipinto rientra in quella fortunata produzione del "ritratto borghese" iniziata in Francia nel secolo XIX da Ingres; il colore però è morbido, di ascendenza veneziana, seppure sostenuto da un disegno non ostentato.

    SAVERIO MORETTI (1800 – 1866) Vaso con rose
    Nato a Recanati, Saverio Moretti nel 1825 si trasferisce a Roma dove frequenta l'Accademia di San Luca diretta da Vincenzo Camuccini e dove è allievo del fiorentino Tommaso Minardi, caposcuola del movi-mento purista italiano. Nel 1837 viene richiamato a Recanati per decorare il Palazzo Carradori. Da questo periodo non si sposta più dalla sua città, neanche quando nel 1856 viene richiamato a Roma per restaurare gli affreschi delle Logge Vaticane di Raffaello. Il pregevole "Vaso con rose" appartiene alla sua prima fase formativa, ancora influenzata dalla pittura napoletana del Seicento.